Sorride, stringe mani, ma non dispensa baci, come il suo predecessore, appare stanco ma soddisfatto mentre lo gente si congratula con lui. La prima giornata da presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo la passa tra la "sua gente", negli storici mercati della Fiera e della Pescheria, nel centro di Catania.
È meno algido del solito il candidato del centrodestra, più rilassato mentre si "gode questo momento" che lo "ripaga di tanti sacrifici" ma che gli "impone di pensare subito ai siciliani". "A tutti i siciliani", precisa, annunciando che domani sarà a Palermo.
Il "cuore" della città lo accoglie in festa, tanto che al suo arrivo in piazza Carlo Alberto, tra le bancarelle di frutta e verdura e di vestiti e scarpe qualcuno fa esplodere dei mortaretti. È il "benvenuto" della Fiera al neo presidente della Regione, che ricambia stringendo mani e sorridendo, scambiando saluti e promettendo il suo impegno per tutti.
Nella zona lo conoscono bene, non soltanto per la sua attività politica, ma anche perchè abita a poche centinaia di metri, tanto che molti operatori commerciali fanno a gara per salutare chiamandolo per nome: "zù Raffaele, zù Raffaele...". E lo 'zio Raffaele' abbraccia signore, mamme, bambini e vecchiette in carrozzella. Una madre gli dice "presidente, pensi ai nostri figli, che hanno bisogno" mentre un venditore gli ricorda che "il commercio muore per la burocrazia".
Lui risponde al bagno di folla, ha una parola per tutti, si fa fotografare con la sciarpa del Catania e poi mette autografo su una bandiera del Movimento per l'autonomia del quale Lombardo è il fondatore e leader indiscusso. Alcuni ambulanti lo seguono festosi: "Presidente - gli dicono - non si dimentichi di noi, avevamo bisogno di uno come lei da molto tempo, per questo abbiamo votato per lei". Un venditore espone un cartello del Mpa con la scritta in italiano sgrammaticato "Rafaele Lompardo", firmato "un disoccupato".
Nel dedalo di viuzze, prima di un incrocio, ironicamente qualcuno lo inviata a "non girare a sinistra ma ad andare sempre a destra"; e lui risponde sorridendo: "sempre a destra...". Poi attraversa trionfalmente il mercato, tra macellai, pescivendoli e fruttivendoli che lo salutano con calore:
"Presidente, presidente, evviva il presidente...".